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Royan: laboratorio del modernismo

Data di pubblicazione: 12.05.2026

Questa è una traduzione rivista del testo originale di Adam Štěch

Il destino tragico della città sulle rive dell’Oceano Atlantico è ancora oggi, paradossalmente, simbolo delle speranze positive della ricostruzione del dopoguerra. La località balneare francese di Royan fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti alleati alla fine della Seconda guerra mondiale e successivamente ricostruita secondo le visioni ottimistiche del modernismo.

La città di Royan, con meno di 20.000 abitanti, si trova sulla costa atlantica a circa 130 km a nord di Bordeaux, nel dipartimento della Charente-Maritime. La località balneare era già dalla prima metà del XIX secolo un centro turistico e di villeggiatura molto popolare. Qui sorsero eleganti hotel, un casinò e un’infrastruttura turistica all’avanguardia per l’epoca. Negli anni Venti del Novecento, il resort divenne particolarmente amato dagli artisti, che vi trascorrevano le vacanze estive ispirati dagli infiniti orizzonti delle spiagge sabbiose battute dalle onde dell’oceano.

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I piani del complesso residenziale Le Front de Mer furono sviluppati tra il 1950 e il 1956 dagli architetti Claude Ferret, Louis Simon e André Morisseau.

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A sinistra: la scala interna dell’hotel La Croisette di Pierre Marmouget è decorata con motivi marini.

A destra: il centro congressi fu realizzato nel 1957 su progetto di Claude Ferret, Pierre Marmouget, Adrien Courtois e Jacques Bruneau. Recentemente è stato restaurato con grande sensibilità.

Durante i combattimenti della Seconda guerra mondiale, tuttavia, la città fu quasi completamente rasa al suolo. Il 5 gennaio 1945, 350 bombardieri pesanti della Royal Air Force britannica sorvolarono Royan sganciando bombe sulla città e sulle basi tedesche in due ondate di attacco. Un successivo bombardamento nell’aprile dello stesso anno completò la distruzione di questa rinomata località. Durante la ricostruzione del dopoguerra, Royan divenne un laboratorio di architettura e urbanistica: qui nacque probabilmente uno dei complessi più coerenti di architettura modernista degli anni Cinquanta, progettato dai principali architetti francesi.

Tra le figure chiave della ricostruzione figurano soprattutto Claude Ferret, Louis Simon, Pierre Marmouget e Marc Quentin. Insieme ad altri progettisti, tra il 1947 e il 1964 realizzarono numerosi edifici di rilievo. Simbolo moderno della rinascita della città fu il centro congressi, completato nel 1957 su progetto di Claude Ferret, Pierre Marmouget, Adrien Courtois e Jacques Bruneau. Un’altra costruzione notevole nel centro di Royan è il mercato coperto principale, progettato già nel 1946. Gli architetti André Morisseau e Louis Simon, insieme agli ingegneri Bernard Laffaile e René Sarger, concepirono una struttura circolare a impianto centrale, coperta da una sottile volta in calcestruzzo composta da 13 elementi ondulati. Questa soluzione strutturale rimanda agli esperimenti del periodo, come la cappella di San Francesco a Pampulha (1943) di Oscar Niemeyer o alle opere dell’architetto messicano Félix Candela.

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Gli architetti André Morisseau e Louis Simon, insieme agli ingegneri Bernard Laffaile e René Sarger, progettarono il mercato centrale, una struttura circolare coperta da una sottile volta in cemento composta da 13 elementi ondulati.

La cattedrale Notre-Dame de Royan

Il nuovo edificio sacro fu progettato dagli architetti Guillaume Gillet e Marc Hébrard sul sito della chiesa originaria del 1874 distrutta dai bombardamenti. In collaborazione con gli ingegneri Bernard Laffaile e René Sarger, realizzarono in soli tre anni (1955–1958) un’opera imponente, degna delle grandi testimonianze del gotico francese.

La cattedrale raggiunge i 60 metri di altezza, come le torri di Notre-Dame a Parigi. La navata, progettata senza colonne interne, ha una forma ellittica, lunga 80 metri e larga 45. È coperta da una sperimentale volta parabolica, la cui caratteristica curvatura è visibile a chilometri di distanza. L’edificio è inoltre riccamente decorato con opere artistiche dell’epoca, tra cui vetrate colorate per una superficie complessiva di 500 m² realizzate da Henri Martin-Granel. La più suggestiva, nella zona del coro, è opera del pittore Claude Idoux.

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La principale icona di Royan è la nuova cattedrale Notre-Dame de Royan. L’edificio sacro fu progettato da Guillaume Gillet e Marc Hébrard sul sito della chiesa del 1874 distrutta dai bombardamenti.

Ville e case unifamiliari

Oltre al rinnovamento urbanistico del centro e alla costruzione di numerosi edifici pubblici, uno dei temi principali per gli architetti fu l’abitare moderno.

Un esempio iconico è Villa Grille-Pain, progettata nel 1956 da Pierre Marmouget. Questa casa bifamiliare su due piani, situata nel centro vicino alla spiaggia, si distingue per il caratteristico volume della scala, dal profilo organico e di colore blu. All’interno, le forme organiche si ripetono negli arredi su misura, incluso un suggestivo camino scultoreo. L’apice della produzione di Marmouget in questo linguaggio è Villa La Rafale del 1959, soprannominata “Boomerang” per la sua forma.

Un altro edificio residenziale celebre è il complesso angolare Ponts et Chaussées, progettato tra il 1949 e il 1951 dall’architetto Yves Salier. L’edificio, chiaramente ispirato a Le Corbusier, si distingue per il volume arrotondato sostenuto da pilastri cilindrici. I frangisole orizzontali in cemento proteggono gli interni e le terrazze dal sole, conferendo allo stesso tempo un carattere aerodinamico all’insieme.

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A sinistra: villa Grille-Pain fu progettata nel 1956 da Pierre Marmouget.

A destra: camino scultoreo all’interno di Villa Grille-Pain.

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Molte altre case unifamiliari a Royan furono realizzate anche dagli architetti Marc Quentin, René Baraton, Jean Bauhain e Marc Hébrard. Tra le ville più famose spicca Ombre Blanche, progettata nel 1959 da Claude Bonnefoy nel quartiere Parc, vicino alla spiaggia. La sua facciata inclinata richiama alcune opere residenziali dell’architetto brasiliano Oscar Niemeyer. Poco distante si trova l’hotel modernista Le Trident Thyrsé, costruito nel 1955 da Henri Zimmer. L’attuale proprietario ha arredato gli interni con design originale degli anni Cinquanta, rendendolo un’ottima base per esplorare l’architettura del dopoguerra a Royan.

Del resto, Royan è una delle principali città europee dell’architettura moderna. Una visita è quindi assolutamente consigliata.

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A sinistra: una delle ville progettate da René Baraton, Jean Bauhain e Marc Hébrard.

A destra: gli interni colorati dell’hotel Le Trident Thyrsé furono progettati nel 1955 da Henri Zimmer.

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Villa Ombre Blanche fu progettata nel 1959 da Claude Bonnefoy.

Tutte le immagini: © Adam Štěch

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