ICONIC ARCHITECTURE: Trasformazione del Vapor Cortès - Prodis 1923
Data di pubblicazione: 02.06.2026
Questa è una traduzione rivista del testo originale di Marta Rodríguez Bosch
Progetto di HArquitectes. Dall’industriale al sociale
Un’architettura impegnata nella riqualificazione e nella sostenibilità. Grazie al suo alto valore sociale, il progetto diventa uno strumento prezioso per migliorare la vita della comunità e delle persone.

Riabilitare, riutilizzare, rigenerare. Il progetto di trasformazione dell’ex Vapor Cortès a Terrassa, Barcellona, destinato ad accogliere le nuove strutture della fondazione Prodis - realizzato dallo studio HArquitectes - incarna una delle principali direttrici dell’architettura contemporanea: lavorare con ciò che già esiste, valorizzare ogni elemento e materiale rinvenuto, promuovere un’economia delle risorse, individuare le chiavi dell’adattabilità, in un impegno esteso verso la sostenibilità.


Il progetto recupera la strada centrale originaria tra le due navate, collegando gli utenti dell’ente con la città.
L’intervento riguarda antichi capannoni industriali tra XIX e XX secolo e combina valore culturale e sociale. Nasce dalla volontà della fondazione Prodis - ente impegnato nell’assistenza a persone adulte con disabilità intellettiva, disturbi mentali o paralisi cerebrale - di tornare a far parte della comunità e trasformare lo sguardo nei loro confronti. Accogliendo queste istanze, HArquitectes applica una prima strategia: recupera la strada centrale originaria tra le due navate industriali, occupata nel tempo da costruzioni ibride, e, attribuendole il ruolo di passaggio pubblico, ne rafforza l’apertura verso la città. Da questo asse si organizzano tutte le circolazioni e le attività del centro. “È una strada nata dalla demolizione selettiva delle coperture, ma continua a evocare la propria storia, presente nelle pareti e nelle travi trasversali”, spiegano gli autori.

La luce di 12 metri delle navate è coperta da capriate lignee originali, rinforzate da una seconda struttura intrecciata.
All’interno, HArquitectes articola la suddivisione delle aree del grande spazio longitudinale di ciascuna navata insieme ai nuovi rinforzi strutturali necessari. Mantenendo le capriate originali, caratteristiche della costruzione esistente, progetta un intreccio tra strutture vecchie e nuove, generando pattern spaziali sospesi. Da qui deriva una gerarchizzazione dello spazio che conserva la continuità del piano e la percezione della scala originaria delle navate nella loro precedente funzione.
I programmi più chiusi sono collocati in volumi-cubo che agiscono come pilastri ispessiti e sostengono le nuove travi principali. Attraverso ampi lucernari centrali vengono qualificati gli ambienti principali, incorniciati dal nuovo ordine strutturale misto.
“La luce e la struttura - afferma HArquitectes - stabiliscono un legame intenso con l’ambiente e, in qualche modo, ci aiutano a sentirci parte del mondo. Percepire la forza della gravità o i cambiamenti nella qualità della luce naturale ci conduce a una dimensione più emozionale. Siamo convinti che questa sia un’istituzione che necessita di ritrovare questa dimensione esistenziale.”
La soluzione dell’isolamento termico secondo gli standard energetici attuali, insieme all’assorbimento acustico, alla ventilazione naturale, ai muri di Trombe e alle protezioni solari, garantisce un efficace comportamento passivo dell’edificio. Una gradinata-scala posta a un’estremità dell’edificio risolve il dislivello tra due parti della città e consente l’accesso agli spazi complementari del livello inferiore. Concepite come una gradonata-agorà, queste scale vengono utilizzate per diversi eventi, acquisendo una dimensione culturale urbana.


HArquitectes preserva il carattere archetipico della navata industriale e le sue imperfezioni, frutto delle vicende storiche e della memoria accumulata.
Si tratta, senza dubbio, di un progetto esemplare che si inserisce nell’ambito dell’architettura iconica del XXI secolo: non più icona come immagine d’impatto, propria del Novecento, ma come emblema di servizio alla comunità e rispetto ambientale. Durante una visita al Vapor, il team di Prodis ha affermato che, secondo osservazioni condivise, questa architettura ha cambiato la vita delle persone: “Si è registrata una riduzione fino al 30% degli episodi e delle crisi dall’ingresso nel nuovo edificio, migliorando il benessere dei 150 utenti”, raccontano.
Il progetto ha ricevuto numerosi riconoscimenti nell’ultimo anno: il Premio “XVII BEAU” della Biennale Spagnola di Architettura e Urbanistica, il Premio FAD per la riabilitazione, il Premio Casa de la Arquitectura (categoria Coesione), ed è stato tra i 7 finalisti dell’ultima edizione del Premio Europeo di Architettura Mies van der Rohe.
Tutte le immagini: © Adrià Goula