A Redon, Francia, la progettazione sostenibile fa scuola
Data di pubblicazione: 12.05.2026
Questa è una traduzione rivista del testo originale di Sipane Hoh
Alla luce dei nuovi paradigmi del costruire, l’architettura si evolve e, indipendentemente dal contesto geografico, propone soluzioni in grado di rispondere alle grandi sfide contemporanee, siano esse ambientali o sociali. In Francia, l’Atelier Belenfant Daubas firma la scuola Charlie Chaplin, un progetto esemplare che valorizza materiali biosourced e sistemi costruttivi virtuosi: una vera e propria sfida vinta.

Il programma è semplice solo in apparenza: requisiti molto rigorosi e aspettative elevate danno forma a una progettazione consapevole, al tempo stesso ecologica e profondamente radicata nel contesto. L’edificio instaura un dialogo delicato tra la città di Redon e il paesaggio naturale circostante. I maestosi platani, silenziosi custodi del tempo, sono preservati con grande attenzione; le loro forme, inserite nella topografia naturale del sito, celebrano il rapporto con la terra.
Il fronte urbano, concepito come una piazza viva e accogliente, ospita giardini didattici: veri e propri spazi di sensibilizzazione alla biodiversità, pensati per accompagnare bambini e adulti alla scoperta della ricchezza del mondo naturale. Il fronte verso il paesaggio, perfettamente integrato con il rilievo, apre invece su un cortile completamente verde, uno spazio fresco e ludico per i 130 alunni, concepito come luogo di gioco, benessere e respiro.
Gli edifici, progettati per limitare la formazione di isole di calore, si dispongono in modo armonioso; una passerella vegetale, vero trait d’union tra interno ed esterno, offre protezione dal sole e al contempo uno spazio di sosta e contemplazione.


Un approccio ecologico e innovativo
La scuola Charlie Chaplin incarna una sintesi riuscita tra innovazione architettonica, tutela della biodiversità e utilizzo di materiali bio-based. Non si tratta solo di un’attrezzatura educativa, ma di una vera istituzione in dialogo con il proprio ambiente naturale.
Il fronte urbano, caldo e accogliente, è realizzato in legno di Douglas grezzo con rivestimenti traforati, mentre la facciata interna è rivestita in scandole di legno. Tra i due prospetti si instaura un dialogo che sembra mettere in relazione epoche e linguaggi diversi.
Per rendere la scuola un autentico strumento pedagogico, dove ecologia e funzionalità convivono, gli architetti hanno optato per una struttura in legno, intonaci in terra e calce e pareti a telaio ligneo. Ne risulta un’architettura sobria e sensibile, un luogo di apprendimento fondato sulla relazione e sull’equilibrio.


Materiali e texture
Dal punto di vista materico, le facciate sono realizzate con legno locale: struttura e rivestimenti in Douglas segato grezzo, elementi di sostegno in robinia e un rivestimento verticale traforato davanti al portico, che garantisce al tempo stesso protezione dal vento e permeabilità visiva. Una scelta chiara e consapevole, in linea con le richieste della committenza.
Per l’isolamento si è fatto ricorso a materiali di origine biologica come il calcestruzzo di canapa abbinato alla terra cruda, capace di mantenere un livello di umidità ottimale e di regolare naturalmente la temperatura interna. A completare il sistema contribuiscono le pareti divisorie, con struttura in legno riempita di mattoni in adobe, che assicurano un’elevata inerzia termica e favoriscono una gestione passiva del microclima interno.
Questi materiali, provenienti da risorse rinnovabili, riciclabili e poco trasformate, contribuiscono in modo significativo alla riduzione dell’impatto ambientale. La combinazione di legno, terra cruda e canapa crea un involucro igrotermico passivo che garantisce comfort costante e bassi consumi energetici. Una soluzione sostenibile, reversibile e a ridotta impronta di carbonio.
Mattoni in terra cruda prelevati in loco, legname proveniente dalla regione, platani salvaguardati, suoli permeabili, riduzione delle superfici riscaldate, ventilazione naturale: tutti gli elementi concorrono a una realizzazione tanto virtuosa quanto innovativa per la città di Redon. Progetti di questo tipo, basati su filiere corte e risorse locali, meritano di essere sostenuti e valorizzati.
Non a caso, COURTS-CIRCUITS sarà il tema della prossima edizione di ARCHITECT@WORK, in programma a Lione il 10 e 11 giugno 2026.
Tutte le immagini: © Simon Guesdon